Fatture in Cloud: storia di un caso di successo italiano
Nel 2013 Daniele Ratti, studente alla Facoltà di Ingegneria all'Università di Bergamo, scrive la prima riga di codice di quella che diventerà la prima versione beta di Fatture in Cloud, oggi parte del gruppo TeamSystem. "Sono orgoglioso del fatto che una grande software house italiana come TeamSystem abbia deciso di puntare sulle potenzia lità della soluzione da me ideata - ha detto Daniele Ratti, CEO di Fatture in Cloud - questo dimostra che non solo in Silicon Valley, ma anche in Italia, le start-up innovative possono riscuotere successo perché ci sono aziende come TeamSystem che hanno il coraggio di investire sui giovani e sull'innovazione"

Fatture in Cloud è un caso che ha quasi dell’incredibile in un contesto come quello italiano che solitamente non è considerato molto favorevole alla nascita e crescita delle startup digitali: mercato piccolo, troppa burocrazia, pochi capitali, un ‘ecosistema dell’innovazione’ poco dinamico rispetto ad altri Paesi.

Eppure, c’è un aspetto considerato solitamente un handicap del nostro paese che si è rivelato una grandiosa opportunità per un ragazzo come Daniele Ratti, un cervello che va a mille e una indiscutibile propensione per l’imprenditorialità: il nostro paese è ancora poco digitalizzato. Lasciamo perdere il fatto che tutti hanno il telefonino, tutti usano facebook, tutti (o quasi) accedono a internet. Nel tessuto economico fatto in Italia di piccole e medie imprese, micro imprese e liberi professionisti, il digitale non ha ancora quella dimensione che dovrebbe avere: non c’è o se c’è è vecchio.

In questa situazione si trova esattamente Daniele Ratti nel 2013.

“Appena compiuti i 18 anni avevo aperto una Partita Iva e dopo qualche tempo una Srl perché insieme a un mio collega di Università sviluppavo videogiochi e applicazioni per smartphone che vendevo, quindi dovevo cominciare a emettere fatture, anche tante perché le cose andavano bene. Il video gioco che ha avuto più successo, forse qualcuno lo conoscerà, è stato ‘Nomi, cose, città revolution’ che ha ottenuto 2,5 milioni di download tra Italia e Francia nel 2013. All’epoca andavo ogni giorno all’Università, dalla mattina al tardo pomeriggio, poi tornavo a casa e lavoravo, cioè sviluppavo e portavo avanti l’azienda. Ma il vero, grande problema era il commercialista, a cui periodicamente dovevo trasmettere tutte le fatture, gli acquisti, gli ordini, bilanci, ecc., una tragedia. Così mi sono chiesto ‘ma possibile che non ci sia un’applicazione, una soluzione, un software, che mi permetta di gestire tutto questo, in modo semplice, adatto anche a un giovane come me? Facendo una piccola indagine avevo visto che c’erano 5milioni di piccole Partite Iva in Italia, quindi mi sembrava impossibile che non ci fosse una soluzione ‘smart’ per come la intendevo io, qualcosa di facile utilizzo, magari da cellulare, c’erano solo delle cose che a me sembravano molto vecchie. Allora mi sono detto: se non c’è, lo faccio io! Sviluppo qualcosa internamente che mi permetta di gestire le fatture e di comunicare tramite l’applicazione stessa con il mio commercialista. Era l’estate del 2013, sviluppo un’alfa di quella che poi diventerà Fatture in cloud: un piccolo gestionale su cloud che per esempio mi permetteva di accedere anche dall’Università via smartphone, o al quale poteva accedere il mio commercialista che in tempo reale vedeva le stesse cose che vedevo io. Questa cosa mi ha svoltato il modo di lavorare e mi sono reso conto che avevo creato qualcosa capace di alleggerire effettivamente il lavoro. Il passo successivo è stato a quel punto realizzare una versione beta da poter far testare anche ad altri, una cerchia ristretta di persone che già conoscevo, aziende e fornitori con cui lavoravo per vedere se effettivamente la soluzione funzionava anche per loro”.

E funziona. Daniele riceve commenti positivi, ‘tutti mi dicevano: è una figata‘. Decide di impegnarsi nel progetto al massimo, anche se nel frattempo è all’ultimo anno di Università e deve fare anche la tesi. ‘ A quel punto per ottimizzare i miei tempi ho deciso di portare Fatture in Cloud come progetto per la tesi di laurea, mi sono messo di buzzo buono, è stato un anno davvero molto impegnativo, dormivo 3 ore a notte forse, ma anche ricco di soddisfazioni, ne è valsa la pena”.

Daniele ci crede fino in fondo nel suo progetto Fatture in Cloud, su cui decide a quel punto di giocare il tutto per tutto, investendo tutti i suoi risparmi in pubblicità. L’entusiasmo è al massimo, intanto Daniele si laurea e può a quel punto mettersi su Fatture in Cloud a tempo pieno, praticamente da solo. Questo lo porta nel giro di poco tempo ad acquisire nuovi utenti e alla collaborazione e integrazione nel gruppo TeamSystem.